domenica 4 maggio 2014

GUARISCI TE STESSO

Ormai è chiaro: la scienza positivista - quella di Cartesio e Newton - ha chiaramente dimostrato le sue lacune. Il modello meccanicista non trova più riscontro, affossato dalle evidenze della fisica quantistica ed anche la Medicina che da anni ne aveva sposato la causa lotta strenuamente per difendere un paradigma ormai obsoleto. Il medico deve rassegnarsi ad abbandonare lo status di deus ex machina e tornare alla propria dimensione di portavoce della più nobile ars curandi
La fiducia riposta nella diagnostica e terapia convenzionali da parte di malati ridotti ad oggetto di studio sta cessando di esistere, superata dal ritorno alla consapevolezza di un Sé autoriparatore.
Per questa ragione vedo con gioia il coronarsi di un progetto al quale da sempre ho dedicato cure ed attenzione: il medico in veste majeutica, colui che riesce a condurre il malato a comprendere le cause del suo male e farsene carico per guarire. Non più deleghe ai soloni, ma piena auto-consapevolezza del male di esistere. 
Immaginate il nostro cervello come un hardware, un foglio bianco sul quale fin dalla nascita - e parrebbe anche in fase prenatale - sono stati inseriti software malevoli ed arbitrari desunti da pregiudizi e false credenze, tabù e convenzioni puramente transculturali. Ebbene ciascuno di noi imposta la propria esistenza e le proprie aspettative in relazione a questi programmi precostituiti senza di fatto coglierne il senso, ma soprattutto eludendo il senso della vita e la propria missione in essa. 
Ma poiché per l'evoluzione ciò non ha senso qualcosa deve intervenire a correggere un percorso deviato. Ed ecco il sintomo, la malattia, il dolore, la sofferenza. La Medicina ci ha illusi che questi fossero accidenti occasionali, casuali interferenze biologiche da contrastare; chi meglio della Scienza avrebbe potuto aiutarci, prendendosene cura in modo tanto (arrogantemente) amorevole? Sei malato? Noi siamo la tua speranza e la tua salvezza, noi abbiamo le giuste armi per sanarti: radiografie, ecografie, risonanze, TAC, PET ... e poi vaccini, antibiotici, chemioterapici, chirurgia d'eccellenza.
Sfortunatamente non è proprio così. La delega mitiga, ma non risolve. Il medico non è te, è altro da te.
Vecchia morale: "Se ti ammali non è colpa mia, se guarisci è merito mio, se non guarisci è colpa tua".
Ed eccoci alla svolta: la salute è unicamente funzione della consapevolezza, di sé e del mondo... e di noi nel mondo. Cominciamo a vedere la malattia non come casualità ma come causalità, non come castigo ma come opportunità. Il nostro suggeritore interno, colui che conosce la nostra missione nella vita, ci avverte attraverso il sintomo su ciò che stiamo sbagliando e ci indica simbolicamente come uscire dal loop che ci imprigiona. Se opportunamente guidati prenderemo atto della situazione e troveremo il modo di uscirne. Occorre anzitutto individuare e disinstallare i software inutili e dannosi, ripulire il nostro hardware e riscoprire i programmi mentali davvero utili e necessari a recuperare salute, serenità e sicurezza. Solo così saremo artefici del nostro destino, motivati a crescere virtuosi.
Questa è la ragione per la quale dedico la prima mezz'ora della visita ad aiutare il malato a capire il significato simbolico del suo male, scoprirne insieme le cause remote e progettarne insieme la soluzione. Noi non vendiamo salute ma stringiamo un'alleanza terapeutica, conferendo al termine thérapeia l'originario significato di cura dell'anima, poiché ogni malattia è solo sofferenza dell'anima.
Nuova morale: "Se ti ammali dipende  da te, se guarisci è merito tuo, se non guarisci riproviamoci"...
Quindi, se siamo come siamo e non come dovremmo o vorremmo, lasciamo fuori la genetica: il povero DNA non stabilisce nulla a priori. Il nostro cervello cellulare è la membrana e non il nucleo, da lì ci pervengono le istanze esterne e giacché ogni cellula del nostro organismo è dotata della stessa intelligenza noi riceviamo continuamente input ambientali che, se tarati su false credenze, possono depistarci evocando risposte allo stress che finiranno per farci ammalare. Non ci resta dunque che riprogrammare il nostro sistema sulla giusta frequenza bypassando arcaici miti e tabù: saremo liberi !!

Alla prossima.

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